Pensieri agghiaccianti

Sugli effetti del freddo e su pensieri agghiaccianti

Tra mangiate catastrofiche, mega alberi di natale e tombolate infernali, le feste natalizie regalano sempre parecchie emozioni. Tipo, vogliamo parlare di quel freddino che ti rigenera lo spirito!? Dai sì, parliamone. Neve, gelo e vento polare che avvolgono completamente la terra di mezzo; metti un attimo il naso fuori di casa per farti due… – Ma che siamo matti?! Mamma che freddo!

challenge denied meme

Meglio tenere i pensieri al calduccio e visto che ormai siamo tutti qui, tanto vale fare un gioco: cosa vi viene in mente se pensate al freddo?

Freddo, freddo… Ghiaccio. Oh mamma che spettacolo! E’ una di quella cose che diamo per scontata, eppure io ci ho appena scoperto un mondo: è bastato fare una banale googleata, aprire il primo risultato della ricerca, e… sbaaam! [1] Lo sapevate che esistono tanti tipi diversi di ghiaccio?! Io no, l’ho appena scoperto. Oppure, lo sapete perché si scivola sul ghiaccio? Ho appena letto che il nostro peso provoca una leggera e localizzata fusione sulla superficie del ghiaccio ed è proprio questo sottilissimo strato d’acqua che ci fa scivolare… weeeee!

scivolare

Freddo, ghiaccio, scivolare, perfidamente divertente da vedere… Jack Frost! Come Jack chi?!

Su su un po’ di cultura! E’ uno spirito dotato del potere di far nevicare per mimetizzare Babbo Natale durante la consegna dei regali e un personaggio elfico risalente alla tradizione vichinga, anche conosciuto come “Jokul Frosti” (Ghiacciolo Gelo). Non potete non conoscerlo! Almeno la versione Dreamworks… nemmeno questa?! Il poverino si impegna così tanto per farci sentire il gelo fino alle ossa, per farmi ghiacciare tutti i baffi e per regalarci tanta neve con cui giocare, ma niente, da noi è quasi sconosciuto. [2] Comunque…

Freddo, Jack Frost, stalattiti, ghiaccioli… Nonnaaaaa! Come si chiamano le stalattiti di ghiaccio dalle parti nostre????

 Bromboli!

Adoro questa parola! Ahahahah Dove eravamo!? Ah sì…

Freddo, bromboli, silenzio.

pensieri agghiaccianti di silenzio

Freddo, bromboli, silenzio… brividi di freddo!

Vi è mai capitato di notare che il freddo è più pungente in una giornata umida rispetto a quando il cielo è sereno? Oppure, vi è mai capitato di sentire freddo in una stanza, mentre altri vorrebbero le finestre aperte in pieno inverno? Capita, dipende tutto da come ognuno di noi percepisce la temperatura. Ma la scienza come quantifica queste “percezioni”? Come si assegna un valore numerico ad una cosa soggettiva? Come faccio a quantificare il comfort o il disagio?

mumble

Ed in un attimo è subito scienza!

Per fornire una scala di valutazione affidabile, numerosi scienziati hanno sviluppato modelli che quantifichino disagio e comfort in relazione alle condizioni atmosferiche. Questi modelli si chiamano indici bioclimatici e quantificano lo stress dovuto all’interazione tra organismo e la combinazione di temperatura, umidità, movimento dell’aria e intensità della radiazione solare creando una scala che va dal disagio appena percettibile alla soglia di pericolo per la salute.

Uno di questi indici è il wind chill: un parametro (espresso in gradi centrigradi) che descrive quanto la temperatura viene percepita più bassa a causa del vento nella stagione invernale. Ne esistono molte definizioni diverse, ma tutte basate sullo stesso principio. [3] Proviamo a vedere di cosa si tratta!

Una superficie, tipo la nostra fronte, disperde calore attraverso evaporazione, convezione ed irraggiamento. L’entità della convezione dipende dalla differenza di temperatura tra la superficie e lo spazio circostante. La convezione, prodotta dalla superficie calda, genera un sottile strato di aria calda isolante intorno all’oggetto. I moti d’aria distruggono questo strato “protettivo”, permettendo all’aria più fredda di rimpiazzare lo strato d’aria calda a contatto con la superficie che quindi si raffredda. Maggiore è la velocità del vento e più rapidamente si raffredda la superficie.

oh mother

Decisamente stregoneria!

L’effetto del Wind chill è quello di raffreddare un corpo fino alla temperatura ambiente più rapidamente rispetto ad una condizione di aria ferma, ma non può portarlo sotto questo limite indipendentemente da quanto sia grande la velocità del vento. La maggior parte degli organismi viventi risponde fisiologicamente generando più calore per mantenere la temperatura superficiale entro livelli accettabili. Il tentativo di mantenere una certa temperatura in un sistema che disperde calore genera la percezione di temperature più basse e una maggiore perdita di calore. In parole povere l’aria sembra più fredda di quello che è per l’effetto refrigerante del vento.

Ci leggiamo la prossima puntata!


[1] Focus – Perché i pattini scivolano sul ghiaccio

[2] Leggende miti e misteri – Jack Frost

[3] NOAA – Wind Chill

marco

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