Giorno #2

6 febbraio 2015 – Giorno #2

Dunque dunque, vediamo di ritrovare il filo del discorso. Ah sì! Nell’ultima puntata raccontavo le mie prime avventure con Ardy (BLINK!) e vi accennavo che in questa giorno #2 ci sarebbero stati nuovi giochi da sperimentare. Una mattinata supermegaspettacolare passata tra sensori, attività e problemi nuovi che non ha deluso le aspettative!

Il comincio: ore otto e… preeesto, arrivo all’università. E’ così presto che nel parcheggio si sente solo il fischio del vento…

Alba

Tipico orario della fascia AA (Ante Alba) o, se preferite, AC (Ante Caffè): tutto ciò che precede il caffè di rito è considerato ancora dormire. (art. 1 convenzione facoltà di fisica unite italiane) Questa è decisamente una storia interessante, che ha le sue radice nella notte dei t… Aspettate, sto divagando. Ops.

Dicevamo, l’inizio della giornata… Arrivo AA perché i lavori in programma saranno concentrati solo in mezza giornata: si inizia presto per finire presto. Prontiiii… Via!

meme challenge accepted fisico tra le nuvole

Subito nel vivo. Recupero le attrezzature preparate la settimana scorsa ed Eleonora, la mia guida sherpa/boss dei circuiti/grande capo intergalattico, mi spiega un paio di cose. Tra le varie attività di oggi ci sono le prime esperienze con il saldatore (pauraaaa) per integrare il sensore del metano nel circuito di prova. Sensore!? Metano?!

sensore_metano

Sensore

Questo tipo di sensori sfruttano la variazione della capacità di condurre corrente di alcuni materiali alla presenza di vari gas, per misurarne indirettamente le concentrazioni (in questo caso metano). Nella figura, la parte sensibile è contenuta nella piccola capsula di metallo. Al suo interno si trova uno strato ceramico a cui è sovrapposto un materiale la cui capacità di condurre elettricità dipende dalla temperatura (semiconduttore).

Una volta riscaldato, il semiconduttore varierà la propria capacità di condurre corrente coerentemente con le presenza di diverse concentrazioni di gas. Solitamente misurate in ppb ovvero Parts Per Billions, una parte per miliardo, ovvero 1 particella su 1000000000 particelle di aria).

meme entusiasta fisico tra le nuvole

Ora, di fronte a me avevo un sensorino bello bello, ma per integrarlo nella “scheda” di prova ci vuole un saldatore. Oh! Finalmente qualche cosa che può farmi male. Dopo avermi mostrato una saldatura, la mia guida sherpa mi guarda e fa:

Prova! Dai prova tu!

Voglio soffermarmi un attimo su questa concetto: P R O V A ! Woooow! Mamma se suonano bene queste parole esotiche! Tra tanta teoria, di circuiti elettronici ne avevo visti ben pochi e comunque sempre in maniera circospetta, da lontano, solo come schema preconfezionato da ricreare… Mai fatte saldature in vita mia.

La sfida! Potevo farcela, mai tenuto in mano un saldatore, ma dovevo provarci. Alla fine non è stato proprio un lavorone e mi sono dovuto arrendere di fronte ad alcune saldature che non mi riuscivano. Non può venire tutto bene al primo colpo; già… Peccato che prendere coscienza di ciò non sia stato particolarmente piacevole. Categoria svegliandormi (termine tecnico con cui si identificano tutte quelle cose che, la volta dopo, farai con più attenzione) saldatore docet, dito brucet! Sulle dita bruciacchiate mi arrendo.

Piccoli incidenti domestici a parte, e con un po’ di aiuto, la fase preparatoria si conclude bene e senza intoppi. Posso finalmente prepararmi per raccogliere i dati e per fare i primi test sui sensori. Questa fase del lavoro non è particolarmente complicata, Ardy è davvero un buon amico, in pochi passaggi si può facilmente preparare il minimo indispensabile per i test. Eccolo qua… pronto per le misure.

Giorno #2 primi timidi test

Operativo e caruccio.

Non mi posso lamentare; lo collego al pc, ma qualche cosa non va! La sfilza di zero nella colonna dei dati del metano non è molto incoraggiante.

Finalmente qualche cosa che non funziona!

Vaaa bene – prova a vedere se è questo che non va – niente, nessun cambiamento – cambia questo – tutto uguale – forse è un problema di contatti… proviamo a migliorare le saldature! – Evvai! Risalda questo, migliora quello e… Finalmente legge dei valori! Un attimo però… – Non dovrebbero essere così… sono sballati… – i valori in uscita continuano ad essere abbastanza strani. Non è che ci si può accontentare di risultati del genere, siamo scienziati eccheccaciocavallo!

sad

Facciamo qualche verifica sulle caratteristiche dei sensori e sul funzionamento del circuito… Qualche cosa non va, non si alimenta correttamente, eppure il circuito sembra in ordine! Poi l’intuizione… – Eleonora e se fosse alimentato male? Faccio una prova! – Collego Ardy alla presa, invece di alimentarlo da pc, e… taaac! – Esatto! Eccolo lì il problema! – Il circuito non riceveva energia a sufficienza per far funzionare il sensore del metano! Magicamente ora è tutto come atteso: ‘na gioia! Purtroppo però la giornata lavorativa della mia guida sherpa volge al termine e quindi rimango solo, giusto il tempo per qualche piccola prova prima di pranzo. I sensori sembrano funzionare e sono abbastanza reattivi. Doppia gioia! Posso mettere via tutto e godermi un pochino di meritato riposo…

Inizio a sbaraccare partendo da Ardy. Per prima cosa stacco l’alimentazione, per puro vezzo da sperimentale, proprio per essere sicuro che l’aver alimentato il circuito dalla rete elettrica fosse il motivo del corretto funzionamento del sensore. Quando è così, uno si aspetta che staccando, tutto si reincasini tornando esattamente all’inizio… e invece?! I dati in uscita restano gli stessi… Mmmm… Eddai! Ma allora mi vuoi provocare… Va beh, per ora basta, la segno tra le cose da ricontrollare.

Fine! Tra scottature, sensori, circuiti e qualche dubbio per questa giornata sono a posto e credo proprio che la prossima settimana mi attenderanno nuove sfide! Mi sa proprio che…

Ci leggiamo la prossima puntata!

marco

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