Giorno #11

15/16 aprile 2015 – “Giorno #11” – C’è chi sostiene di avermi visto in laboratorio anche il 17, ma non ci sono prove a dimostrarlo… Muahahah

Oggi iniziamo strano, così… Con le parole che chiudono un bellissimo libro su Marie Curie.

Sono di quelli che pensano che la scienza abbia in sé una grande bellezza. Uno scienziato nel suo laboratorio non è soltanto un tecnico: è anche un fanciullo posto in faccia ai fenomeni naturali, che lo impressionano come una fiaba. Noi non dobbiamo permettere che si creda che tutto il processo scientifico si riduca a meccanismi. Io non credo nemmeno che, nel nostro mondo, lo spirito di avventura rischi di sparire. Se io vedo intorno a me qualcosa di vitale, è proprio questo spirito di avventura che sembra indistruttibile. ~ Genio ossessivo di Barbara Goldsmith

Quando sto in laboratorio si lavora tanto, ma per me è sempre un gioco. Stare in laboratorio mi fa bene.

I test. La scorsa settimana ho confermato che Ardy può funzionare come serve al mio progetto. Questa settimana, complice il maggiore tempo a disposizione, mi sono lanciato a bomba su tutto quello che mi capitava a tiro. Tempo libero + laboratorio = aspirapolvere succhia tempo. Cominci con una cosa, poi un’altra, poi cerchi di risolvere quello che non funziona e alla fine…?!

Appunti

…alla fine produci pagine e pagine piene di appunti su risultati e procedimenti.

great-scott-doc-back-to-the-future-drawing

Ciaaak! Azione! Anche se la settimana scorsa ero finalmente riuscito a far funzionare tutto, qualche cosa mi aveva lasciato comunque pensieroso. Poco prima di andare a casa avevo notato che tra i dati salvati qualcuno era sospetto… Ma, ma… Un attimo! Dove sono finiti quegli strani numeri?! Ricontrollo più volte, niente, tutto regolare…

jackie (1)

What…!?

Meglio così Jackie, meglio così… Un problema in meno!

Avanti il prossimo! Un’altra cosa su cui dovevo lavorare era la possibilità di salvare in contemporanea i dati dal Gps e quelli dai sensori. Non perdo tempo, mi metto sotto e sistemo al volo un codice per Ardy. Ne esce una cosa pulita e ordinata, praticamente uguale a quella usata per i primi test; attacco tutto e… Taaaac!

encefalogrammapiatto

Encefalogramma piatto. Quando è così, cioè quando una cosa che ha sempre funzionato improvvisamente non funziona più, hai solo una possibilità: le pensi tutte! Segue lunghissima serie di test in cui provo tutte le combinazioni codice-arduino-sensori a mia disposizione, finché… Nuovo Arduino + vecchio codice + sensori a caso: tutto regolare! Come tutto regolare!? Ma allora non è colpa né di Ardy né dei sensori! Evvai! Il colpevole è il codice, con il candelabro in sala da pranzo. Non resta che fargli il terzo grado riga per riga: il motivo del malfunzionamento deve saltar fuori; deve confessare! Sembravano così simili… Minuti interminabili a controllare codici e poi…

meme pissed fisico tra le nuvole

Lasciamo perdere va… Ahahaha. Meglio riderci su! Incredibile quanto lavoro possa richiedere un problema così banale, ma vabbeh: risolta! Prendo e porto a casa.

Dulcis in fundo. Visto che i dati della temperatura erano giusti ora andava fatto un poco di lavoro anche sui dati Gps. Il simpaticone prende le informazioni da satellite e le scrive in una riga dividendole con una virgola; se manca qualche cosa, tra la punteggiatura non mette niente e ti ritrovi con una brutta fila di virgole. Questa cosa in laboratorio non ci piace quindi ho cercato di fare in modo che la mancanza di dati fosse sostituita con tanti “9999” e che tutto fosse sempre perfettamente in tabellato. Che ci crediate o no, ero arrivato al punto in cui tutto funzionava perfettamente, almeno per Ardy. Mancava solo la conferma dei test.

Prendo il pc e Arduino con il gps attaccato, vado fuori per verificare le letture, aspetto un attimo che il Gps agganci il segnale del satellite… Eccoci, ci siamo…

mmmm

Tutto questo non è divertente!

No davvero… Perchè!? Ok, stacco tutto, pulisco il codice da qualche imprecisione e riprovo…

mmmm

Davvero! Non è divertente!

Va così, non puoi fare niente, stai lì e fissi lo schermo pensando ad una soluzione. Vuoto. Basta. Si cambia strategia! Con la mia guida sherpa giungiamo alla conclusione che non vale la pena cercare di adattare la forma dei dati alle nostre esigenze, meglio essere noi quelli che si adattano: prenderò i dati del Gps così come sono e li elaborerò solo in un secondo momento. Buono così! Anche questa è fatta, si può andare avanti!

Il prossimo passo sarà preparare tutto per la configurazione finale degli strumenti e ovviamente non vedo l’ora! Intanto, settimana prossima, mi aspetta un piccolo corso su come usare instagram per comunicare la scienza. Ah si, non ve lo avevo detto! Ho creato anche un account su Instagram: sempre e solo #fisicotralenuvole Beh, con questo è davvero tutto,

Ci leggiamo la prossima puntata!

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