Giorno #1

30 gennaio 2015 – Giorno #1

Prima di iniziare voglio rassicurare chi temeva per la mia incolumità. Stavolta non mi sono perso! Ho ritrovato la strada del laboratorio (grazie Cesare) e, a fine giornata, sembrava assurdo che la settimana scorsa mi fossi perso… Bah… Misteri del labirinto magico!

Comunque, eccomi qua. Si inizia. Finalmente qualche cosa di pratico su cui lavorare… Yeeeeeah! Evvai! Tutta la settimana così, non stavo più nella pelle. – Domani vado in laboratorio! – Oh, ma lo sai che domani inizio il progetto di tesi?! – Te l’ho raccontato?! – Ma lo sai che… – Poi lo racconto anche sul blog. – 

meme entusiasta fisico tra le nuvole

Quando una cosa mi entusiasma sono una piaga!

Naturalmente, il primo contatto è stato meno euforico… Tu arrivi, in quel posto che per te è un parco giochi, e la prima cosa che ti viene detta è: – Va bene dai, intanto installa questo! – Pawn pawn paaaaawn… Dovevo aspettarmelo, tutto inizia sempre installando qualche cosa! Eccomi qua, di fronte a quello che deve diventare il mio nuovo migliore amico: Arduino!

Ard_1

Un tipo giusto. Ne avevo sentito parlare bene e sinceramente non ha deluso le aspettative… Ma andiamo per gradi. Se avete due domande tipo: chi/cosa è Arduino? A cosa ti serve? Siete sul pezzo; avete, come sempre, le domande giuste. Ah, che pubblico!

Arduino è una scheda elettronica di piccole dimensioni con un microcontrollore e circuiteria di contorno, utile per creare rapidamente prototipi e per scopi hobbistici o didattici. Il nome della scheda deriva da quello di un bar di Ivrea (che richiama a sua volta il nome di Arduino d’Ivrea, Re d’Italia nel 1002) frequentato da alcuni dei creatori del dispositivo. Con Arduino si possono realizzare facilmente piccoli dispositivi come sensori di luce, temperatura o umidità e molto altro…

feel like a sir

Ora, la vera questione è: che cosa ci faccio con questa tecnologia? Come vi dicevo il mio progetto di tesi riguarda lo sviluppo di strumentazione meteorologiche montabili su drone. L’idea è quella di sviluppare questo dispositivo su base Arduino perché è una tecnologia economica e open source (svincolata da licenze) che permette grandi possibilità di sviluppo. Insomma un progettino di ricerca con i fiocchi: pura sperimentazione.

Questo giorno#1 è stato il primo giorno con un nuovo amico, anche se, devo ammetterlo, ho iniziato i lavori un po’ titubante, provavo una sorta di timore reverenziale verso il progetto, come se sentissi di non avere tutte le carte in regola per portarlo avanti. Io stavo da questa parte del tavolo e lui, povero, piccolo Ardy se ne stava laggiù e mi guardava… senza dire niente! (per fortuna, sennò sarebbe stato davvero strano)

Io qua…

Desk + Arduino

 Lui laggiù, tutto solo…

TooFarArduino

Il primo approccio è stato difficile, sembrava non ci sarebbe stato il giusto feeling, ma come sempre in questi casi, l’unico modo per rompere il ghiaccio è buttarsi, provare, darsi dei piccoli obbiettivi per scoprire piano piano chi si ha di fronte. In questo Ardy è meraviglioso, permette di iniziare da cose semplici che danno comunque la sensazione di aver raggiunto subito un traguardo. Bisogna sperimentate in prima persona, non c’è niente da fare, è sempre la strada migliore. Io, non avendo mai avuto a che fare con qualche cosa del genere, ho iniziato dalle basi della base.

Fase uno: Blink! Il primo piccolissimo obbiettivo è stato quello di accendere un LED, ovvero un dispositivo che trasforma energia elettrica in luce. Blink! Blink! No, non sto impazzendo; davvero… Bliiiink! E’ il nome dello sketch (programma di Arduino) più semplice di tutti: si manda un segnale per accendere un LED e il tempo per cui lo si vuole acceso. Fine.

meme challenge accepted fisico tra le nuvole

Niente di più immediato… E’ anche descritto tra gli esempi del pacchetto di programmazione, quindi sulla carta doveva essere una cosa a fatica zero. Sì, sulla carta! Perché qualche cosa non tornava, cercavamo in tutti i modi di cambiare i comandi per tenere acceso il LED più a lungo, ma niente.

Prova che ti riprova, alla fine, con la mia guida sherpa abbiamo scoperto che semplicemente i comandi imposti chiedevano di accendere un LED in un punto della scheda dove non ce ne stavano! Insomma, potevo farcela, esattamente come se avessi chiesto ad un asino di volare. Corretta questa piccola disattenzione è stato tutto un BLINK BLINK! TooMuchBLINK! Su questi luccichii, inevitabilmente, è nata l’amicizia… E dove c’è amicizia c’è colore!

Arduino + sensore T

Fase due: il primo sensore! Una volta fatta amicizia il passo successivo è venuto da sé. Mi è stato suggerito di fare qualche esperimento con il sensore di temperatura, dopotutto è pur sempre il laboratorio di atmosfera! Anche qui niente di complicato: il codice era pronto; niente poteva andare storto. Giusto qualche dubbio iniziale perché le schede tecniche del sensore davano strani valori di riferimento, ma alla fine tutto ha funzionato correttamente e praticamente ho concluso la giornata facendo un po’ di test “gioco”. Si prova! Se non funziona si studia come fare meglio e si ricomincia!

lol

In definitiva, come prima giornata non è stata per niente male. Ero davvero timoroso rispetto a questa nuova avventura, ma devo dire che tutto ha giocato per mettermi a mio agio: il laboratorio, le persone che ci lavorano e l’attività. Mi sono proprio divertito. Speriamo che la prossima settimana sia ancora meglio: più sensori e più giochi nuovi da sperimentare! Non so di preciso quando arriverà la prossima puntata quindi, per sicurezza, non perdetemi di vista! Per il resto…

Ci leggiamo la prossima puntata!

marco

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