Un equilibrio

Sulla rottura dell’equilibrio e su nuovi equilibri.

Wow, ma che bellissimo! Di nuovo a scrivere, dopo tanto tempo. Le aspettative sono tante e non vorrei deludervi – oh miei tre/quattro affezionati lettori – quindi procederò con calma. Non è facile da propinarvelo con un giusto appropinquare di significati e significanti arrovellati nel continuo divenire di questo tutto che vi sarà più chiaro. L’equilibro è tutto. Un equilibrio.

meme trollface fisico tra le nuvole

Innanzitutto come state? Io sto che… Dopo mesi di segregazione al limite del legale ho finalmente atteso a tutti i miei doveri di studente. E… puf! In un momento, mentre veniva firmato l’ultimo esame, tutti i brutti sentimenti sono stati spazzati via. Fine della fatica, dei disagi, della frustrazione. In un attimo, leggerezza: nuvole paffute su un cielo terso e meraviglioso.

Cielo Terso by Pixabay

Gli ingredienti di questa storia sono: un bel posto, un appuntamento che aspettavo da mesi e, soprattutto, la compagnia della Fisica al Sole! Ebbene sì, c’è anche lei. Farà silenziosamente parte di questo racconto perché, silenziosamente, abbiamo scambiato pensieri senza parole…

Invece il fatto che io e te riusciamo a sentire la voce dell’altro nella nostra testa è normale, secondo te? 

Giacomo Bevilacqua – Il suono del mondo a memoria

Il mio tanto atteso ritorno su queste pagine digitali è legato al weekend dal titolo “VITE SOSPESE… Tra forze, pesi e leve” organizzato dal Gruppo SperimentAzione del CEMEA [1] dal 17 al 19 Febbraio. Poteva essere una follia: per il tempo, per la distanza da percorrere, per la stanchezza. E’ stato uno spettacolo

~ ~ Il fatto cemeoso ~ ~

Il giorno prima del primo giorno. Per me, il giorno dopo l’ultimo esame. Pace, divano e… “Boh”, “Non so”, “Ma se…”. Dai sì! Vince la curiosità: 3 – 0 nettissimo sulla stanchezza. Si va, insieme… Fu sera e fu mattina.

La mattina del primo giorno. Chilometri macinati, un ricongiungimento, e poi l’arrivo nella struttura che ci avrebbe ospitati…

Il silenzio che ti entra dentro.

Il pomeriggio dell’arrivo. Nonostante la pioggerellina c’è quell’aria lì, quell’aria di fresco e di avventura alla scoperta di sé, che solo certi posti immersi in ettari ed ettari di bosco possono regalare. Una sistemata alle nostre cose, due chiacchiere e si comincia. Odore di CEMEA. Una spolverata di noi da condividere…

Primo incontro e conoscenza

Tertulia [2]: un salone in cui ritrovarsi, una condivisione, un momento di scambio.

Si comincia. Dov’è il nostro equilibrio? Pochi passi, la riscoperta del nostro centro, del nostro poggiare sulla terra e del nostro camminare con gli altri. Sono pochi passi, ma fatti così sono un mondo. Ad ogni passo perdi l’equilibrio e ritrovandolo avanzi. Lo spazio è ristretto, non è solo tuo, è uno spazio da condividere. Nella condivisione di questo spazio definiamo noi stessi. Brividi!

Questa cosa qui è il metodo CEMEAil pensiero educativo È entrare con tutto te stesso nel fare. Sei te. Ci sono gli altri. Te sei con e per gli altri. C’è un noi, puntuale, che evolve.

rainbow

Scusate, troppi ricordi.

Poi la prima attività:

Scegli un oggetto della stanza, descrivilo su un foglietto con 5 caratteristiche. Metti il foglietto in una scatola. Ognuno pesca e prova ad indovinare l’oggetto. Se ne parla…

IL DELIRIO.

Come tutti i giochi che si rispettino è meno semplice di quanto potrebbe sembrare. La vera sfida sta nell’indovinare l’oggetto tramite quelle poche parole e poi nel capire se i termini usati forniscano una descrizione precisa e univocamente chiara per tutti. Momento… Moooomento!

oh mother

Oh madre di tutti i laboratori…

Un brivido freddo ci corre lungo la schiena… Sarà la stanza freddina… Ah no è la Scienza. Brrrr.

Un pensiero (di scienza) è chiaro e condivisibile se parla un linguaggio unico.

Brrr. Mi piace! Proprio quello che serve per andare a cena soddisfatti, e la giornata non è finita qui…

La sera del primo giornogiochiamo con gli equilibri. Stupendo.

Giocare cemea

È facile tornare bambini se guidati nel mo(n)do giusto e, soprattutto, se si hanno a disposizione tanti giochi da provare… Ma niente da fare, in un attimo sono comunque sbadigli e cadere di palpebre. Fu notte e fu mattina.

Mattina del secondo giorno. Di nuovo alla ricerca dell’equilibrio del proprio corpo; di più, alla scoperta dei propri punti d’appoggio. Divenire tutt’uno con il terreno o rimanervi sospesi giusto sopra la superficie. Sfidare se stessi ad uscire dai propri piedi e lasciarsi sorreggere dagli altri. La serenità e la completezza. Se solo si potesse iniziare così ogni giornata…

Ohm

Ogni giornata dovrebbe iniziare così e qui potrebbe finire…

Ma due esperienze di gruppo ci attendono al varco: “forza, leviamoci di qua” e “pensieri in altalena”. Io mi sono ritrovato a fare l’altalena…

Giocare l'altalena

Un gran bel viaggio: nell’arco di una giornata abbiamo fatto polo nord e ritorno, passando per le galapagos e la savana. Su ogni spiaggia abbiamo scoperto la vita movimentata degli animali selvatici che, tra un dubbio ed una perplessità, volevano solo poter fare l’altalena. Facile a dirsi! Provate voi a mettere in equilibrio un gorilla di due metri su un’altalena al parco!

Guidati da questa storia abbiamo cercato di comprendere il principio fisico che regola il comportamento oscillante dell’altalena: un gioco che non funziona se non è possibile raggiungere un equilibrio perfetto perché il sistema resta sbilanciato da una parte; un sistema che si “gioca” spingendosi fuori dall’equilibrio e facendosi riportare dal moto che lo ristabilisce… Spuntiiii! (Cantiere aperto per un articolo fisicoso sul tema) Bello bbbello!

Come si conclude una giornata così? Ma giocando ancora, ovviamente! Questa volta, tra uno zic e uno zac, abbiamo scoperto l’equilibrio della carta d’artista

sculture di carta

Ohi ohi!

È già domenica! Siamo già al terzo e ultimo giorno… Che si fa? Di solito è il momento di chiudere, di tirare le somme, di raccontarsi come è andata. Sì, vabbeh, ma stavolta non è una delle solite volte!

Stavolta il racconto passa per una modalità che ho trovato stupenda: non un raccontare direttamente, ma riproporre, riadattandola, una parte della nostra attività all’altro gruppo. Che meraviglia! Resta da chiedersi se si sia trovato un equilibrio tra la proposta di una attività completabile in poco tempo e le aspettative generate dalle nostre conoscenze? Non so…

mmmm

Credo che andrò a farmi due passi, il cielo è così bello oggi… Magari passeggiando i miei pensieri diesel su queste giornate troveranno una loro forma. Chissà…

~ ~ Riflessione time ~ ~

Sa sa prova prova! Sa, saaa. Ehm. Sì, ci sono. Che devo dire?! Non lo so, cioè lo so, ma boooh.

carico_small

Boooni, state bbboni, non fate quelle facce. Intendo dire che i pensieri sono così tanti che non so più dove metterli. Comunque, visto che sono assai simpatico e voglio tenervi qui a leggere fino a domani, altre due righe due le ho buttate giù. Due due eh, non di più…

Cominciamo da me. Aspettavo questo weekend da tanto perché avrebbe trattato quegli argomenti lì – l’incrocio e il contaminarsi di scienza ed educazione – che mi stanno un sacco a cuore. La presenza della Fisica al Sole mi ha dato quel qualche cosa in più. Tipo quando la porti al primo appuntamento in quel posto lì che per te è un pezzo di cuore e aspetti come un ebete quel sorriso che dice tutto: il momento in cui sai che quel posto lo potrai condividere. Ce l’ho! Daje!

Il gruppo. Di base resto sempre un orso e lo sono anche quando faccio queste esperienze. La gente la odio e la amo; contemporaneamente. Non mi preoccupo mai di come sia andata con un gruppo. Laggente è laggente. Con tutti quelli che incrocio faccio un pezzo di percorso, piccolo o grande che sia, e da ognuno imparo qualche cosa di nuovo. Questa volta non è stato diverso, ho avuto la fortuna di fare attività con persone che mi hanno portato fuori dai miei piedi, ponendomi di fronte problemi nuovi e regalandomi mille milioni di spunti.

feel like a sir

Incontri di realtà. Seriamente, sta cosa qua è stata notevole. Non è facile descrivere cosa ho provato mentre sperimentavo l’incontro tra fisica ed educazione in una situazione reale. Per dire, ho dovuto correggere tre volte la frase precedente perché continuavo a scrivere “il folle incontro tra fisica ed educazione”… Mi è stato trasmesso che la fisica è la fisica, non si mischia. È in momenti come questo che tutte le restrizioni che ci imponiamo mi sembrano solo delle gran sciocchezze!

Come è stato sperimentare l’incontro tra queste due realtà? Beh, diciamo complicato, impegnativo e ricchissimo. Ero una unità del gruppo, un suo ingranaggio, ma avevo anche un pizzico di competenze e di conoscenze in più. Come interagire? Come dare il mio contributo al gruppo senza distruggerlo, ma valorizzando l’impegno di tutti?

Questi pensieri sono stati il filo conduttore del weekend. Ho ascoltato molto, ho cercato di capire esattamente dove si volesse andare con l’attività per evitare di parlare a sproposito sovraccaricando gli altri con troppe informazioni. Ho atteso. Mi sono fatto attendere. Ho detto poco, ma mi è sembrato di aver detto troppo. Alla fine ho provato immensa soddisfazione quando, tutti insieme, abbiamo trovato una risposta soddisfacente. E’ stato come aver compreso il problema per la prima volta. Forse è stato davvero così e mi ha fatto stare bene. Vorrei aver studiato la fisica così, vorrei che tutti potessero studiarla così.

meme cool fisico tra le nuvole

Insomma, come ce lo vedo il processo educativo con la fisica? Come il cacio con le pere. Fare scienza (e trasmetterla) è percorrere, per poi abbandonarle, molte strade. Ogni percorso ci permette di acquisire esperienza per riconoscere, ad un certo punto, la via maestra: lo fa con i risultati che vanno sempre ascoltati, compresi, interpretati. Così l’esperienza Educativa lascia sempre segnali, segni (a volte anche cicatrici) da ascoltare e meditare affinché quella “E” sia davvero maiuscola e non una perdita di tempo. Entrambe potrebbero imparare molto dall’altra.

Per finire solo domande (ovviamente). Tutto ciò apre un milione di interrogativi che mi porto appresso da molto prima di incontrare il Gruppo SperimentAzione del CEMEA. La fisica (e/o la scienza in generale) può lavorare con un’ottica educativa? Può riuscire a farsi più vicina a tutti? Quando ci prova lo fa davvero o si pone solo su un pulpito leggermente più basso? La scienza può interessarsi del processo di crescita della persona che non sia il semplice processo di accumulo delle conoscenze?

E che ne so io… Sono solo un povero fisico tra le nuvole…

Ci leggiamo la prossima puntata!


 [1] Per i più interessati a questi temi invito, come sempre invito ad approfondire la conoscenza con i CEMEA (sito). In più, se vi interessa anche il rapporto tra educazione e scienza il Gruppo SperimentAzione fa per voi (sito). 

[2] Casualmente (ehehehe) “Tertulia” è anche il nome del “dove” di questo racconto: Tertulia – Laboratorio vivente della sostenibilità (sito); un luogo stupendo, da conoscere.

Le foto sono tutte frutto dell’occhio attento di Maria Rosaria di Santo, che ringrazio.

marco

Commenti (1)

  1. Giannina Pennacchia ha detto:

    Bravissimo Marco !!!! Complimenti per come hai descritto in modo fantastico il nostro incontro proprio sospesi tra ” pesi e misure in altalena ” Mi auguro di incontrarti ancora e ..quanto prima al prossimo di ” sprimentAzione ” Un abbraccio . Giannina

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