Boh, così…

Preparatevi! Sarà un articolo in cui riuscirò magistralmente a parlare di tutto e di niente, contemporaneamente.

Perché!? Beh, mica tutte le settimane possono essere uguali. Tante volte i buoni propositi vengono sommersi da mille altre cose… Tante volte uno vorrebbe dedicare tempo al proprio progetto di tesi, ma poi ci si mettono i corsi e le lauree… Magari succede che si laurei la fisica al sole!!

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Fiestaaa!!!

Risultato!? Niente laboratorio questa settimana. Vi tocca un giro di pensieri tra le nuvole. Sì, l’assenza di laboratorio nuoce gravemente alla mia salute e l’unica cura è… Scrivere!

Certe volte va così, si ha bisogno di scrivere per lasciare che le cose scivolino fuori, che prendano forma per poterci dialogare. Uuuh, a proposito… Avete mai letto le storie di “vita con Lloyd“?

Dalla pagina facebook "Vita con Lloyd"

Dalla pagina facebook “Vita con Lloyd

Si tratta di brevi conversazioni, o vignette, in cui l’autore (Simone) parla con un maggiordomo immaginario di nome Lloyd. Ma che scherziamo!? Lo trovo assolutamente geniale e la profondità delle conversazioni è davvero meravigliosa, magistrale. Non sono un fan di lunga data, ma strisce come questa sono già nell’olimpo dei miei contenuti “BOOOM“.

Credo che il motivo per cui io sia così affascinato da queste conversazioni è la mia tendenza a parlare con le nuvole. Intendiamoci, non che riesca a produrre pensieri così profondi, ma ci vedo la stessa necessità di urlare silenziosamente al mondo i propri piccoli mostri.

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Oh beh, che sono quelle facce!? Oggi va così. Oggi tutto prenderà un sapore a metà tra confessione e buoni propositi per l’anno nuovo. Pensieri tra le nuvoleee!!

Il pensiero. Me ne sto qui, a studiare, ma la mia testa vaga e mi porta lontano. Arrivo fin dove vorrei essere, allontanandomi, perdendomi. Eh sì, perché proiettarsi troppo lontano è un problema: distrae, appesantisce le situazioni trasformandole in macigni. Da qualche tempo mentre studio sto così. Un anno e mezzo fa sono ritornato all’università con degli obbiettivi, sapendo che avrei fatto esattamente quello che sto facendo (da una parte) e che avrei solo sognato tutte le cose che mi facevano stare bene in quel momento (dall’altra).

Da una parte c’è lo studio di questa materia che tanto amo, ma che prevede anche esami odiosi e sciagure come gli orali, a cui non credo potrò mai abituarmi. Entrambe le cose generano in me un meccanismo di rifiuto verso lo studio: lo studio non fa per me! Qualcuno avrebbe da ridire visto che potrei passare giornate intere davanti un computer lavorando alla tesi o scrivendo articoli, ma vabbeh… Fisico tra le nuvole.

Dall’altra parte invece c’è tutta una serie di cose che mi smuove e che continuo a sognare. Mi piacerebbe tanto poter fare quello che negli ultimi anni ho scoperto riuscirmi meglio: stare con i ragazzi, osservare, sostenere, aiutare chi ha lo stesso mio rapporto conflittuale con lo studio; ma anche inventare cose nuove, stimolare, incuriosire.

Non so, magari ho letto troppi fumetti giapponesi, tipo GTO e Assassination Classroomdove l’insegnante è anche educatore, ovvero un qualcuno che aiuta gli studenti a formare il proprio carattere… Che importa se nella vita precedente uno era teppista e l’altro un ______ (non posso dirvelo sarebbe spoiler), ora sono insegnanti e dedicano a questa “missione” tutta la loro energia. Booom! Per me il significato del lavoro di insegnante è questo: dedizione allo studente, attenzione ai particolari e ai comportamenti, ma anche creatività, scoprire insieme cose nuove e ricercare ciò che è più stimolante per ognuno.

Insomma nuvole, che mi dite? Ce la posso fare? Un giorno riuscirò a fare il fisico/insegnante/educatore/divulgatore? Ho fatto questa domanda alle nuvole il 13 ottobre 2015, il 14 ottobre ha piovuto, tipo diluvio universale, per 15 ore. Fate due conti…

meme poker face fisico tra le nuvole

Ci leggiamo la prossima puntata!

marco

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